Prevenzione della morte improvvisa
La morte improvvisa giovanile colpisce, secondo l’Istat, 1.000 persone sotto i 35 anni ogni anno. Spesso si manifesta durante l’attività sportiva. Per questo è importante far eseguire sempre al bambino un’accurata visita, meglio se con elettrocardiogramma, quando incomincia a fare sport, da ripetere ogni anno.
La morte improvvisa è definita come un evento naturale che si verifica repentinamente, il decesso è cioè istantaneo e si verifica entro un’ora dall’inizio dei sintomi acuti. Tale evento inoltre ha le caratteristiche di imprevedibilità, cioè si verifica sia in soggetti con fattori di rischio cardiovascolari, sia in soggetti in apparente buona salute, nei quali non vi fossero elementi tali da poterla presagire.
La morte improvvisa da sport (MIS) ha invece un rapporto diretto con l’attività sportiva ed avviene in soggetti apparentemente sani. Sono escluse quindi le morti da trauma e da fattori ambientali che avvengono in atleti al di fuori dell’esercizio fisico e quelle che avvengono, sì durante l’esercizio fisico, ma in soggetti già noti portatori di condizioni patologiche a rischio per tale evento.
Gli sportivi più colpiti sono quelli di basso livello agonistico (80%), cioè dilettanti, partecipanti a tornei amatoriali, ecc. Ciò è dovuto ai minori controlli ed alla minore accuratezza nei controlli medici. La frequenza della MIS è inoltre maggiore nelle competizioni ufficiali (79%) rispetto agli allenamenti (21%).
Substrati della MIS sono in larghissima parte costituiti da cardiopatie o anomalie cardiache “silenti”.
Nei soggetti di età superiore a 35 anni morti improvvisamente durante l’attività sportiva, il riscontro autoptico più frequente è l’aterosclerosi coronarica (oltre l’80%): placche di colesterolo all’interno delle coronarie (ateromi), che durante lo sforzo possono fissurarsi e trombizzarsi (si forma su di essi un coagulo sanguigno), ostacolando improvvisamente il flusso alle cellule miocardiche di quella zona. Ne consegue: ischemia → infarto acuto del cuore → morte improvvisa!
In sportivi più giovani invece si riscontrano più frequentemente anomalie congenite dell’origine e del decorso delle arterie coronarie e malattie del miocardio (cardiomiopatie) che in questa fascia di età sono spesso di origine genetica.
La cardiomiopatia ipertrofica (CMI), la Cardiomiopatia ventricolare destra aritmogena (CMVDA), la miocardite, le cardiopatie valvolari sono alcune tra le cause di morte improvvisa sportiva. Patologie meno frequentemente coinvolte, sono l’origine ed il decorso anomalo delle coronarie, la Sindrome di Marfan, la Sindrome di Wolf-Parkinson-White, il prolasso mitralico. In una piccola ma ben definita percentuale di casi all’esame autoptico non si evidenzia alcuna alterazione strutturale a carico dell’apparato cardiovascolare (morte improvvisa a cuore sano). Un’anomalia dei canali ionici è presente in almeno la metà di tali casi!
Il mezzo più efficace per prevenire la MI in ambito sportivo è pertanto l’accurata selezione dei candidati all’attività sportiva mediante lo screening di pre-partecipazione e l’applicazione rigorosa di protocolli validati per la concessione dell’idoneità nelle diverse condizioni di interesse cardiologico (prevenzione primaria).
L’inconfutabile e ormai incontrovertibile efficacia e validità della proposta del modello italiano ha identificato nell’ECG a 12 derivazioni il mezzo diagnostico cruciale, eseguito di routine e dotato di ottima sensibilità e specificità, con favorevole rapporto costo/efficacia. Ad indiretta conferma della superiorità dell’ECG, studi condotti in ampie popolazioni di atleti suggeriscono che l’esecuzione di un Ecocardiogramma in soggetti già valutati con ECG e considerati esenti da patologie cardiovascolari, migliora in modo apprezzabile l’efficacia dello screening.