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Il distanziamento sociale ai tempi del COVID 19

In attesa di un vaccino, le misure di distanziamento sociale sono l’unica risposta possibile all’emergenza coronavirus: isolamento dei malati, quarantena dei soggetti esposti, tracciatura dei contatti, chiusura delle scuole, misure per gli ambienti di lavoro e divieto di assembramenti.

Le infezioni da virus influenzali si diffondono prevalentemente tramite stretto contatto nelle comunità e in assenza di un vaccino per il COVID-19 le misure di distanziamento sociale sono l’unica arma a nostra disposizione per contrastare l’epidemia. Queste misure infatti, riducendo la trasmissione del virus, ritardano il picco dell’epidemia, ne riducono l’entità e distribuiscono i casi su un arco temporale più lungo per consentire al sistema sanitario di prepararsi adeguatamente e consentire una migliore gestione dei casi sintomatici.

Vi sono alcune misure validate, atte a contrastare le pandemie influenzali: isolamento domiciliare dei malati, quarantena dei soggetti esposti, tracciatura dei contatti, misure relative alle scuole e agli ambienti di lavoro e divieto di assembramenti di persone.

Divieto di assembramenti: 3 studi documentano un’efficacia moderata nel ridurre la diffusione dell’epidemia, ma solo se l’applicazione è tempestiva e prolungata.
Isolamento domiciliare dei malati: 15 studi documentano un’efficacia moderata nel ridurre la trasmissione e l’impatto dell’epidemia. Presupponendo un’elevata aderenza da parte dei soggetti sintomatici, l’isolamento volontario domiciliare potrebbe essere preferibile rispetto ad altre misure di protezione personale.
 Quarantena dei soggetti esposti: 16 studi documentano un’efficacia moderata nel ridurre la trasmissione e l’impatto dell’epidemia. Tuttavia, identificare tempestivamente i casi e i loro contatti stretti può essere complicato nelle fasi iniziali di un’epidemia e impossibile successivamente. L’auto-quarantena sembra preferibile a quella obbligatoria nella maggior parte degli scenari, ma sulla durata ottimale non esistono evidenze scientifiche.
Tracciatura dei contatti: 4 studi documentano che in associazione con altre misure (es. isolamento e quarantena) può ridurre la diffusione e l’impatto dell’epidemia.
Misure relative agli ambienti di lavoro: 18 studi dimostrano un’efficacia variabile nel ridurre la diffusione e l’impatto dell’epidemia. Incentivazione del telelavoro, scaglionamento dei turni, congedi retribuiti, ferie pianificate possono ridurre in parte la trasmissione all’interno della comunità, ma con un effetto minore rispetto alla chiusura delle scuole. 10 studi (tutti di simulazione) sulla chiusura dei luoghi di lavoro dimostrano un’efficacia moderata nel ridurre la trasmissione e l’impatto dell’epidemia.                                                                                           Misure relative alle scuole:
– Vacanze pianificate: 28 studi dimostrano che la diffusione dell’epidemia si riduce durante il periodo di vacanza, ma può aumentare dopo la riapertura delle scuole
– Chiusura reattiva delle scuole: 16 studi documentano un’efficacia variabile nel ridurre la diffusione dell’epidemia quando la chiusura viene disposta dopo il verificarsi di focolai influenzali
– Chiusura preventiva delle scuole: 13 documentano un’efficacia variabile nel ridurre la diffusione dell’epidemia

La Fase 2 sarà un graduale ritorno alla normalità in cui dovremo convivere ancora con le misure di distanziamento sociale contro il coronavirus. Queste andranno a intaccare ogni aspetto della vita degli italiani, dal posto di lavoro, ai trasporti sui mezzi pubblici, i negozi e le prossime vacanze estive.

Il distanziamento sociale                                                                                                              Sarà la regola alla base di tutto: mantenere la distanza di sicurezza tra una persona e l’altra, ma anche «fare rispettare il distanziamento sociale a tutti i livelli e promuovere l’utilizzo diffuso dei mezzi di protezione individuale». Quindi sì all’uso della mascherina sia per andare al supermercato, sia per andare a lavoro. Una diffusione intelligente di mascherine ci aiuta in questa battaglia . Purché non le si utilizzi per andare a correre nel bosco e si eviti di usare quelle con il filtro, riservate al personale sanitario.                                                                                            Reti sanitarie                                                                                                                                 Prevenzione e reti sanitarie rafforzate per uscire dalla pandemia è il terzo punto del programma. Le misure prevedono che, dopo aver individuato il paziente positivo, una squadra di personale specializzato lo prelevi e se ne occupi durante tutto l’iter sanitario, vale a dire dal tampone fino alla terapia. Inoltre, saranno individuati gli altri pazienti potenzialmente positivi, e saranno isolati i contatti stretti. Un occhio di riguardo sarà dedicato alle residenze per anziani.                              I test                                                                                                                                              Uso corretto dei test, molecolari e sierologici, con la possibilità di tamponi più rapidi, che rispettino le linee guida dettate dall’Oms e dal Comitato tecnico-scientifico.                                   Ospedali Covid                                                                                                                              Saranno previsti ospedali specializzati per il virus, anche quando l’emergenza sanitaria avrà allentato la presa «fino alla distribuzione del vaccino non si può escludere un’ondata di ritorno del virus». Questo perché gli ospedali tradizionali devono potersi «concentrare su tutte le terapie ordinarie».                                                                                                                                     App e tracciamento                                                                                                                     L’ultimo punto del programma riguarda il rafforzamento delle strategie di contact tracing e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Attraverso un’app il Ministero della Sanità potrà conoscere i contatti stretti di persone positive e a monitorare lo stato di salute di un paziente durante la quarantena, controllando ad esempio battito cardiaco e ossigenazione del sangue.

 

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