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Il dolore pediatrico

Una causa comune di dolore muscolo-scheletrico nel paziente pediatrico è rappresentata da dolori ricorrenti localizzati agli arti (per lo più inferiori), chiamati dolori di crescita. Si tratta di una condizione non infiammatoria, benigna e autolimitante, e rappresenta un motivo frequente di consultazione del pediatra. Si stima che la prevalenza dei dolori di crescita sia del 20% circa, con picchi che raggiungono quasi il 40% nei bambini di età compresa tra 4 e 6 anni, senza distinzioni di sesso.
L’eziopatogenesi dei dolori di crescita rimane tuttora da chiarire, anche se i ricercatori sono concordi nel riconoscere alcune possibili cause primarie: una bassa soglia del dolore, uno stato di affaticamento osteo-muscolare conseguente a sforzi fisici eccessivi, alterazioni anatomiche e ortopediche (scoliosi, lordosi, ginocchio valgo e piede piatto) e infine una sindrome algica generalizzata conseguente a stress psicologici (in cui il bambino lamenta anche mal di testa e dolori addominali), rappresentano le quattro principali ipotesi patogenetiche. Non è stata evidenziata alcuna correlazione tra indice di massa corporea e comparsa dei dolori di crescita né alcuna associazione con altri eventi, come un improvviso aumento in altezza o il dedicarsi ad alcuni sport in particolare. Al contrario, un uso eccessivo degli arti inferiori può favorire la comparsa dei dolori della crescita, come dimostrato dall’alta percentuale di casi segnalati in seguito a esercizio fisico intenso.
Il quadro clinico è caratterizzato dalla comparsa di episodi dolorosi intermittenti, cui fa seguito una remissione completa; l’intervallo fra gli attacchi può limitarsi a poche ore o a pochi giorni oppure, al contrario, estendersi anche a mesi. Il dolore, tipicamente serale/notturno, è sordo o crampiforme, più raramente acuto o trafittivo, di intensità variabile da lieve-moderata a molto forte. Quasi sempre bilaterale, in due bambini su tre si localizza alle gambe (stinchi, polpacci, cosce e dietro le ginocchia), meno frequentemente alle braccia; tipicamente, durante la notte il bambino si sveglia piangendo per il dolore e al mattino la sintomatologia è scomparsa e non è presente rigidità; solo nei casi più gravi il dolore si manifesta anche durante il giorno. I sintomi sono sempre gli stessi; la durata della manifestazione dolorosa è variabile da alcuni minuti a poche ore e il dolore non è associato a localizzazione ossea di altre patologie né a limitazioni nel movimento di una o più articolazioni. Mancano segni di trauma, edema, arrossamento o modificazioni nella sensibilità della parte colpita o altri segni di infiammazione locale o generale.
Il dolore non si intensifica alla palpazione né quando il bambino viene fatto camminare, non è presente zoppia e le condizioni generali (crescita, capacità motorie, appetito) sono buone e non subiscono modificazioni di rilievo.
La diagnosi di dolori di crescita è spesso una diagnosi di esclusione, posta dal pediatra solo dopo un’anamnesi dettagliata, un esame obiettivo accurato e un’attenta diagnosi differenziale con le numerose altre possibili cause di dolori ricorrenti o cronici (mialgie da eccesso di esercizio fisico, crampi muscolari, sindrome delle gambe senza riposo, ipermobilità articolare, fibromialgia, osteomielite, osteoma osteoide, leucemia, anemia falciforme, ecc.). Nei casi dubbi, alcuni esami di laboratorio (emocromo con formula, VES, PCR, enzimi muscolari) e radiografici (Rx, TC, RM) possono confermare la diagnosi (o escludere altre ipotesi diagnostiche).
La terapia è principalmente sintomatica, finalizzata ad alleviare o eliminare il dolore. Paracetamolo rappresenta il farmaco analgesico di prima scelta nel controllo dei dolori di crescita nel bambino, capace di ridurre il dolore e caratterizzato da un ottimo profilo di sicurezza. Nei bambini con attacchi frequenti, è possibile somministrare paracetamolo alla sera prima di andare a dormire, per prevenire l’insorgenza dei dolori o ridurne l’intensità.
Rispetto al bambino con dolori di crescita, ancora una volta si deve sottolineare il ruolo del farmacista, che deve essere in grado di riconoscere le caratteristiche di benignità della condizione o, al contrario, evidenziare la necessità di un intervento del pediatra e di controllare il dolore con la somministrazione di farmaci di automedicazione, tenendo sempre presente che il paziente è un bambino. È importante inoltre che il farmacista svolga un appropriato intervento di counselling, informando i genitori sui trattamenti non farmacologici che possono alleviare l’intensità dell’episodio doloroso o cercare di prevenirne la ricomparsa. Alcuni possibili interventi utili nella gestione della sintomatologia dei dolori di crescita:

  • far eseguire esercizi di stretching al bambino (soprattutto per i muscoli quadricipite, bicipite femorale e tricipite surale) sia durante il giorno sia prima di andare a dormire;
  • applicare una fonte di calore sulla parte colpita (borsa dell’acqua calda, termoforo, da rimuovere quando il bambino si addormenta) prima di andare a dormire o al bisogno;
  • rilassare il bambino con un bagno caldo prima del sonno;
  • tenere il bambino a riposo, riducendo l’esercizio fisico e quindi le sollecitazioni a carico degli arti inferiori;
  • massaggiare gli arti durante l’attacco.

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