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Lo screening cardiologico del giovane atleta
Negli
ultimi anni è in corso un vivace dibattito tra i Cardiologi
Americani sul ruolo ed effettiva utilità di uno screening
cardiologico sulla popolazione giovanile praticante attività
sportive (Pre-partecipation exam).
L'American
Heart Association (AHA Update 2007) ritiene per vari motivi
"difficoltosa" l'introduzione negli USA della "strategia Italiana",
peraltro recepita dall'European Society of Cardiology (ECS) e dalla
Commissione Medica del Comitato Olimpico Internazionale, che prevede
l'effettuazione di elettrocardiogramma basale, quale strumento di
screening preventivo negli atleti sotto i 35 anni di
età.
Alle
posizioni dell'AHA, hanno recentemente risposto con parere opposto
altri autori Statunitensi.
Il lavoro degli Ecocadiografisti dell'Università del
Wisconsin (USA), che ipotizza un ruolo dell'ecocardiografia in tali
modelli di screening, appare per molte ragioni improponibile, anche
alla luce delle argomentazioni dell'AHA.
Se
è difficile per gli Americani organizzare sul territorio
(per motivi economici, ma anche di "manodopera") un efficace filtro di
medicina preventiva come quello in vigore da anni in Italia, che
preveda almeno un ECG basale, non si capisce come, ma soprattutto chi,
possa effettuare un protocollo diagnostico con "esame ecocardiografico"
su una vasta popolazione giovanile. Sussistono peraltro motivazioni di
ordine scientifico che supportano la scelta dell'ECG come
più efficace strumento di screening cardiologico
primario:
La "prevalenza" della Cardiomiopatia Ipertrofica (prima causa di MI nei
giovani atleti negli USA) è molto simile, così
come rilevata negli studi con ECG se confrontati con studi che
utilizzavano l'ecocardiografia come metodologia diagnostica.
Le
alterazioni elettrocardiografiche (alterazioni ST-T, Onde Q profonde,
deviazione assiale sin, alterazioni onda P) sono presenti in altissima
percentuale (oltre il 95%) nella Cardiomiopatia Ipertrofica (Pelliccia
et al).
Le
alterazioni elettrocardiografiche compaiono più precocemente
rispetto ai segni della ipertrofia miocardica, ecocardiograficamente
rilevabili.
In
definitiva, solo l'ECG basale, in aggiunta ad una approfondita anamnesi
familiare e personale, costituisce attualmente un valido strumento di
screening con rapporto costo/efficacia accettabile anche per i Sistemi
Nazionali Sanitari in crisi organizzativa ed economica.