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Parliamo di...
Parlare col naso
E'
vero che tutto serve a qualcosa e quindi se nel corpo umano esistono
diversi organi è perché una loro funzione ce
l'hanno. Vero è che, almeno in certi casi, di alcuni di
questi se ne può fare a meno, soprattutto se in determinate
circostanze possono addirittura arrecare danni alla salute. E' il caso
delle adenoidi, piccole ghiandole di tessuto linfoide localizzate
dietro le fosse nasali, dove la faringe e il naso entrano in
comunicazione. Insieme alle tonsille (in realtà anche le
adenoidi sono tonsille, le cosiddette faringee) rappresentano il primo
baluardo difensivo delle vie aeree; la loro attività
è tipica dei primi anni di vita: fino a tre, quattro anni le
adenoidi, a undici, dodici le tonsille.
Arma a doppio taglio
E' un sistema di difesa che intrappola i virus e gli agenti patogeni inalati e produce anticorpi per distruggerli, situazioni in cui il soggetto va incontro a infezioni della gola non gravi che però assicurano la protezione da altre patologie più invasive. Tuttavia è possibile che questa sorta di equilibrio tra invasore e invaso venga meno con il conseguente aumento delle infezioni. E le adenoidi, come anche le tonsille, da arma di difesa diventano serbatoio di germi, in particolare di streptococchi, hemophilus e moraxella, perdono le proprietà di avanguardia del sistema immunitario e possono dare origine a diversi tipi di disturbi.A carico della adenoidi, infatti, si possono osservare adenoiditi o ipertrofia. Nel primo caso il tessuto linfoide viene invaso dalle infezioni che perdurano anche per settimane o mesi, con sintomi che vanno dal naso chiuso o gocciolante a tosse e mal di testa. L'infezione, inoltre, può estendersi all'orecchio, dal momento che l'orifizio della tromba di Eustachio dell'orecchio medio si apre in prossimità delle adenoidi, provocando otite sierosa, catarro tubarico, otite acuta, perforazione del timpano.L'ipertrofia, d'altro canto, è un vero e proprio ingrossamento delle adenoidi o congenito, che ha inizio in fase di sviluppo embrionale, o provocato da infiammazioni di lunga durata. Generalmente, le adeonidi ipertrofiche (o vegetazione adenoidea) tendono a regredire con l'età e a scomparire durante la pubertà, tuttavia in alcuni bambini il continuo ingrossamento può ostruire parzialmente il passaggio al di là del naso. L'ostruzione provoca, oltre ai possibili danni all'orecchio, gravi disturbi del sonno che vanno dal russamento fino alle apnee notturne, e poi respirazione forzata attraverso la bocca e voce nasale.
Come e quando intervenire
Generalmente
le adenoiditi
si risolvono con la somministrazione di antibiotici
orali, ma
se il soggetto non risponde alla terapia
oppure l'ipertrofia è molto pronunciata è
necessario rimuovere le adenoidi. Tuttavia la mano del chirurgo non
deve essere proprio la prima
opzione terapeutica da
scegliere, in quanto i singoli casi devono essere valutati secondo
delle linee guida
che indicano quando la
soluzione chirurgica deve essere
intrapresa.
Si procede con l'adenoidectomia qualora l'infezione si cronicizzi
nonostante
l'uso di farmaci adeguati, quando
le otiti o il "mal
d'orecchi" compaiono
frequentemente (nei bambini dopo il
terzo episodio si esegue l'intervento) e quando
le conseguenze dell'ostruzione disturbano
le normali attività
funzionali.
Come
per tutti gli interventi chirurgici, sono tante
le variabili
da prendere in considerazione, a
cominciare dai
rischi associati all'intervento
stesso, ma certamente non bisogna
dimenticare che delle adenoidi superati
i tre anni si può fare tranquillamente a meno