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La Dermatite atopica


La dermatite atopica, detta anche eczema costituzionale, è sicuramente una delle patologie dermatologiche di più frequente riscontro nell'età pediatrica. L'età media di comparsa dei sintomi si aggira intorno all'ottavo mese ma in più di un terzo dei casi la malattia insorge in maniera caratteristica già dal 3°-4° mese di vita.


In età adulta, le lesioni si fanno ancora più infiltrate e lichenificate, possono avere una distribuzione ancora maggiore coinvolgendo spesso superfici flessorie ed estensorie contemporaneamente e diventano sempre più resistenti alle terapie.


Caratteri spesso associati alle varie fasi evolutive della dermatite atopica sono poi: - l'evoluzione stagionale (peggioramento invernale e miglioramento estivo)  - la pronunciata secchezza (xerosi) cutanea diffusa, - l'eczema dei capezzoli,  - la cheilite o eczema delle labbra  - la pitiriasis alba (sfumate chiazze ipocromiche rotondeggianti del viso)  - la cheratosi follicolare  - la iperlinearità palmare  - la pigmentazione periorbitaria  - le pieghe infraorbitarie di Dennie-Morgan  - la tendenza alle infezioni cutanee  - la facile irritabilità cutanea: stimoli tendenti a causare sudorazione (sbalzi termici, emozioni, esercizio fisico, calore, vestiario pesante) o irritazione cutanea (detergenti aggressivi, profumi, polvere, lana, fibre sintetiche etc.) possono indurre un improvviso e rapido aggravamento della dermatite.


CONSIGLI PRATICI:

Bagni emollienti: il bagno una o due volte al giorno, utilizzando delle sostanze/olii emollienti da diluire nell'acqua, è indispensabile. È importante che l'acqua non sia troppo calda (il calore determina vasodilatazione ed aumenta il prurito) e che non vengano utilizzati detergenti troppo "sgrassanti" ed aggressivi. A tal proposito si trovano in commercio dei sindet (saponi non saponi) che pur detergendo non alterano il film idrolipidico di superficie, già abbastanza compromesso nell'atopico. Idratazione: dopo ogni lavaggio, ma anche indipendentemente da questo, una-due volte al dì la cute dell'atopico andrebbe idratata per sopperire a quello stato di xerosi cutanea che normalmente la caratterizza. Terapia antinfiammatoria: in sede di lesione la semplice idratazione può non avere una valenza terapeutica perciò bisogna sempre associarla ad adeguata terapia aniinfiammatoria locale. Bisognerebbe a questo proposito cercare di evitare sempre l'uso di corticosteroidi se non in casi eccezionali. Terapia antibiotica locale: benché l'utilità di questo provvedimento non sia stata provata sperimentalmente, nella pratica clinica l'antibioticoterapia locale costituisce una componente fondamentale nella gestione della dermatite atopica. I principi attivi vanno ciclicamente alternati per evitare resistenze o selezionamenti batterici. Antistaminici anti-H1: il trattamento anti H1 fa parte integrante di tutti gli schemi "standard" per la dermatite atopica. Sedare il prurito significa limitare lesioni da trattamento e quindi sovrinfezioni batteriche ed ulteriori stimoli irritativi. Dieta: la dimostrazione della responsabilità di uno o più allergeni alimentari nel determinismo della dermatite atopica non è ancora stato univocamente provato ed è a tutt'oggi oggetto di dispute. Accorgimenti ambientali: evitare ambienti molto polverosi od oggetti che fungano da ricettacolo di polvere (peluche, tappeti, poltrone in stoffa, moquettes etc.), evitare frequenti e forti sbalzi termici, fare attenzione a non avvicinarsi troppo a fonti di calore, non esporsi al sole troppo bruscamente (ricordarsi che i raggi ultravioletti sono una delle migliori cure per la dermatite atopica ma solo se li si lascia agire con gradualità!), evitare il contatto diretto con fibre sintetiche e cercare di indossare a pelle sempre lino o cotone, evitare profuse sudorazioni.


 

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