RomaMed

Servizi Medici


Parliamo di...


L’intensità fa la differenza


Sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai pazienti durante gli incontri è stato possibile tracciare una scala di attività a quattro livelli: strenua, moderata, leggera e sedentaria. L’attività strenua includeva anche un aspetto competitivo e la capacità di resistenza allo sforzo magari richiesto da un gioco di squadra. La moderazione prevedeva attività che comportavano piacere e rilassamento; un’attività leggera includeva solo un leggero esercizio fisico; venivano considerate attività sedentarie tutte quelle che si potevano svolgere stando seduti. Sulla base delle risposte e della sovrapposizione dei dati raccolti in quasi 15 anni, è stata osservato che il livello di intensità dell’attività fisica calava soprattutto tra le donne, nelle fasce di età più avanzate, in presenza di diabete, ipertensione tabagismo e familiarità con malattie cardiache coronariche insorte precocemente. Non c’erano differenze tra gli indici di massa corporea anche se chi faceva meno attività fisica aveva un peso corporeo più basso, indice di una minore prestanza fisica. Inoltre, è stato individuato un gradiente di rischio dai gruppi più attivi a quelli meno attivi che vedeva aumentare il rischio di eventi cardiovascolari, nei soggetti sedentari, da 1,6 a 2 volte. Anche a parità di altre variabili, come età, abitudine al fumo, colesterolemia e altre, il gradiente si attenuava, ma rimaneva evidente, a confermare un valore predittivo e indipendente dell’attività fisica e dell’intensità della stessa. Assodato, per buon senso e per evidenze scientifiche, che fare esercizio fa bene quando si sta bene a maggior ragione quando di soffre di una patologia coronarica l’attività fisica non può essere abbandonata. Tanto meno esclusa.

 

Copyright©2007 RomaMed P.I. IT07177461006|Webmaster| design by sdworkz